Pianificare i contenuti: come smettere di decidere cosa pubblicare ogni mattina

Pianificare i contenuti: come smettere di decidere cosa pubblicare ogni mattina

Decidere cosa pubblicare ogni mattina è una delle forme di consumo energetico più sottovalutate dai professionisti che comunicano online. Sembra una piccola cosa, ma si accumula giorno dopo giorno fino a diventare una fonte di stress che erode l'energia che serve per il lavoro vero.

Il costo nascosto delle micro-decisioni quotidiane

Alle otto e trenta del martedì mattina, prima della prima sessione, Giada apre il telefono e si chiede cosa pubblicare oggi su Instagram. Guarda cosa ha pubblicato la settimana scorsa, cerca ispirazione, decide che potrebbe scrivere di qualcosa che ha letto ieri, poi cambia idea, poi si rende conto che ha già dieci minuti di ritardo e manda un post scritto in fretta che non la soddisfa.

Quella sequenza, ripetuta tre o quattro volte a settimana per mesi, è inefficiente, e soprattutto attiva la parte del cervello che gestisce le decisioni in un momento in cui Giada dovrebbe arrivare alla sessione con il cliente nella condizione mentale migliore possibile. La ricerca sulla fatica decisionale mostra che il numero di decisioni prese in un giorno influisce sulla qualità delle decisioni successive: le decisioni iniziali sono migliori, quelle successive tendono ad essere più impulsive o più rinviate.

Pianificare i contenuti toglie definitivamente quella sequenza dall'inizio di ogni giornata lavorativa e la sposta in un contesto dedicato, in cui si può pensare con più calma e con una prospettiva più ampia.

Come funziona una sessione di pianificazione mensile

Una sessione di pianificazione mensile richiede due o tre ore e produce un piano completo per le quattro settimane successive. Il risultato è un documento semplice: una lista di titoli o temi con le date di pubblicazione previste e il canale di destinazione.

Si parte raccogliendo il materiale: gli appunti delle sessioni dell'ultimo mese, le domande ricevute via email o nei commenti, i temi su cui si è riflettuto di recente. Venti o trenta minuti per produrre una lista grezza di idee.

Da quella lista grezza si scelgono poi i temi più rilevanti per il periodo, si bilanciano i formati (articolo e post) e si assegnano le date tenendo conto di eventuali eventi o scadenze rilevanti. Questa parte richiede un'altra mezz'ora circa.

Infine si scrive un titolo di lavoro e due o tre righe di note per ogni contenuto pianificato. Abbastanza da ricordare l'idea quando ci si siede a scrivere quel giorno specifico. Questa parte richiede un'ora.

Il risultato è un documento che, nelle mattine in cui ci si siede a scrivere, risponde già alla domanda "cosa scrivo oggi?" senza richiedere nessuna energia aggiuntiva.

Cosa fare quando il piano non regge

Un piano mensile funziona come strumento flessibile, più che come contratto vincolante. Se a metà mese succede qualcosa di rilevante nel lavoro, se emerge un tema che sembra più urgente di quello pianificato, se un contenuto pianificato risulta meno rilevante di quanto sembrava, il piano si modifica.

La flessibilità rende la pianificazione più utile. Sapere cosa si sarebbe dovuto pubblicare e scegliere consapevolmente di cambiarlo è diverso da non sapere mai cosa pubblicare e produrre qualcosa di diverso ogni giorno in modo reattivo.

La modifica più comune è lo slittamento: un contenuto pianificato per il giovedì viene spostato al lunedì successivo perché nel frattempo è emerso qualcosa di più urgente. Questo funziona senza problemi se il piano ha una struttura abbastanza flessibile. Funziona meno bene se ogni slot del piano è rigidamente necessario per mantenere una promessa fatta al pubblico, come nel caso di una serie di contenuti collegati tra loro.

Il piano come strumento di riflessione sul posizionamento

Un piano mensile, rivisto a fine mese, rivela anche qualcosa sul posizionamento: su quali temi si produce di più, quali temi vengono sistematicamente rimandati, se la produzione è distribuita in modo coerente con il lavoro che si vuole attirare.

Se ogni mese si pianificano dieci contenuti e sette di essi riguardano un tema secondario mentre il tema principale del proprio lavoro appare solo in tre, quella distribuzione dice qualcosa. O quel tema è genuinamente quello su cui si ha più da dire, e allora forse è il posizionamento a dover essere ricalibrato. O c'è una resistenza specifica a scrivere del proprio tema principale, e allora vale la pena capire da dove viene.

Il piano editoriale è anche uno specchio che riflette le priorità reali.

Domande frequenti

Perché pianificare i contenuti in anticipo è meglio che decidere ogni giorno?

Perché ogni decisione consuma energia cognitiva, indipendentemente da quanto piccola sembri. Decidere cosa pubblicare ogni mattina aggiunge un carico mentale quotidiano che si accumula nel tempo. La pianificazione sposta quel carico in una sessione dedicata, liberando l'energia delle giornate lavorative per il lavoro con i clienti.

Con quanto anticipo è utile pianificare i contenuti?

Un mese di anticipo è l'orizzonte ideale per la maggior parte dei professionisti: abbastanza per avere una visione d'insieme e garantire continuità, abbastanza corto da poter aggiustare in base a quello che succede nel lavoro. La pianificazione settimana per settimana funziona per chi ha più flessibilità di contenuto.

La pianificazione non toglie spontaneità ai contenuti?

La pianificazione stabilisce i temi e le date, non le parole precise. La spontaneità nel tono e nella scrittura rimane intatta. Anzi, sapere già su cosa scrivere spesso libera la mente per trovare approcci più originali, perché non si spende energia a decidere l'argomento.

Come si gestisce un contenuto urgente o legato all'attualità in un piano editoriale già stabilito?

Si inserisce al posto del contenuto pianificato per quella data, e si sposta il contenuto rimandato alla settimana successiva. Un piano editoriale ben costruito ha sempre qualche slot più flessibile che può assorbire inserimenti dell'ultimo momento senza compromettere la continuità.

Quanto tempo richiede la sessione di pianificazione mensile?

Tra due e tre ore per pianificare un mese di contenuti su uno o due canali. Il tempo sembra molto concentrato in un unico momento, ma è inferiore al tempo totale che si consumerebbe prendendo la stessa decisione ogni giorno per un mese.

Marco Munich

// Marco Munich

Personal branding e sviluppo web. Sette anni nel settore, oltre duecento articoli, decine di professionisti seguiti.

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