Il sito del tuo studio assomiglia probabilmente a quello di almeno altri duecento professionisti del settore olistico. Non è un'opinione: è un test che faccio spesso durante le consulenze, e quasi sempre il risultato è lo stesso. Le frasi della homepage funzionano anche sul sito del collega di fianco.
È un problema di identità digitale, che va più a fondo del design o dei colori, e ha una conseguenza precisa: le persone giuste che arrivano sul tuo sito non riescono a capire perché dovrebbero sceglierti, e vanno avanti.
Perché i siti dei professionisti olistici si assomigliano tutti
La prima ragione è che il settore ha sviluppato un vocabolario condiviso che suona professionale e rassicurante: percorso di crescita personale, approccio olistico, spazio sicuro, accompagnamento nel cambiamento. Queste frasi sono state usate così tante volte che hanno perso qualsiasi capacità di distinguere chi le scrive.
La seconda ragione è più sottile. Quando costruisci il sito, guardi come lo hanno fatto gli altri nel tuo settore e inconsciamente ti adegui al formato. Non per mancanza di personalità, ma perché quel formato ti sembra il codice professionale del settore, quello che ti rende credibile agli occhi di chi ti cerca.
Il risultato è un mercato in cui tutti comunicano nella stessa lingua e nessuno emerge davvero.
Il test delle tre frasi
Prendi la tua homepage adesso. Copia le prime tre frasi significative, quelle che descrivono il tuo lavoro o il tuo approccio. Aprile in un documento separato.
Adesso pensa a due tuoi colleghi con cui non hai mai collaborato. Immagina di incollare quelle frasi sulle loro homepage, al posto delle loro.
Funzionerebbe lo stesso? Se la risposta è sì, anche parzialmente, quelle frasi non appartengono a te. Appartengono al settore.
Questo test valuta la specificità, più che la qualità della scrittura. Un testo generico può essere scritto bene e funzionare comunque per chiunque nel tuo campo.
I cinque segnali di un sito troppo generico
La lista dei servizi prima del punto di vista
Se la tua homepage inizia con "Offro sessioni individuali, percorsi di gruppo, supervisione" prima ancora di dire come pensi al tuo lavoro, il sito sta parlando di prodotti al posto di parlare di te. Un potenziale cliente che non ti conosce ancora non sa come valutare quell'offerta senza un contesto.
La pagina Chi Sono scritta come curriculum
Anno di laurea, scuola di specializzazione, certificazioni in ordine cronologico. È informazione utile, ma arriva nel momento sbagliato. Chi arriva sul tuo sito non ti sta valutando come candidato per un posto di lavoro: sta cercando di capire se ti fida, se riesci a vederlo, se la tua prospettiva ha qualcosa a che fare con quello che sta vivendo. Il curriculum da solo non risponde a nessuna di queste domande.
Nessuna posizione su niente
Il sito non dice mai cosa pensi del tuo settore, quale approccio preferisci e perché, su cosa sei in disaccordo con la pratica standard. Un professionista che non prende mai posizione sembra prudente, ma al potenziale cliente sembra anonimo. Le posizioni specifiche dividono: perdono qualcuno che non è d'accordo e avvicinano chi lo è, e sono queste seconde persone che di solito diventano i clienti migliori.
Il linguaggio tecnico al posto delle situazioni concrete
"Lavoro sull'integrazione delle parti" e "esploriamo le dinamiche relazionali" descrivono processi tecnici che chi non lavora nel settore non riconosce come propri. Le persone che arrivano sul tuo sito descrivono la loro situazione in altri termini: non riesco a dormire, litigo sempre con mio figlio per le stesse cose, mi sento bloccato al lavoro da mesi. Un sito che parla quella lingua è riconoscibile. Uno che parla solo il gergo tecnico no.
Le foto stock al posto delle immagini reali
Mani che si toccano sopra un tramonto, pietre impilate in equilibrio, un sentiero nel bosco. Queste immagini non dicono niente su di te. Comunicano solo che il tuo sito fa parte di un certo genere, quello dei siti del benessere, e il potenziale cliente lo processa come tale senza soffermarsi.
Cosa rende un sito riconoscibile
La risposta breve è: la tua voce.
La voce nel senso di come spieghi il tuo lavoro quando sei seduto davanti a qualcuno per la prima volta e non stai cercando di sembrare professionale, stai cercando di farti capire.
Quella voce usa parole specifiche che vengono dalla tua pratica. Fa riferimento a situazioni che hai incontrato davvero. Prende posizioni che altri nel tuo settore non prendono, o non con quella precisione. Ha delle cicatrici, nel senso che viene da qualcosa che hai attraversato, non solo da qualcosa che hai studiato.
Trasferire quella voce sul sito richiede di scrivere partendo da lì, dalla pratica reale, invece di partire dal formato standard del sito professionale.
Come costruire la specificità partendo da quello che hai
Il punto di partenza è estrarre quello che già c'è dalla tua esperienza di lavoro.
Prendi una sessione recente che ti è rimasta in testa. Non per raccontarla sul sito, ma per capire cosa l'ha resa significativa. Cosa hai visto in quel momento che un professionista con meno anni di esperienza avrebbe mancato? Quella percezione specifica è la materia prima della tua voce.
Fai lo stesso con i pattern che vedi ripetersi tra i tuoi clienti. Non i pattern descritti nei libri di testo: quelli che hai osservato tu, nel tuo specifico contesto di lavoro, con le persone che arrivano da te. Quelle osservazioni, scritte con le parole che useresti in una conversazione, sono più utili di qualsiasi lista di servizi.
Il sito costruito su questo tipo di materiale è quello che fa fermare qualcuno mentre scrolla, perché riconosce qualcosa di specifico che pensava di essere l'unico a vivere.
La domanda che vale la pena farsi prima del prossimo aggiornamento
Prima di cambiare qualsiasi cosa sul tuo sito, chiediti: questa frase potrebbe comparire sul sito di un mio collega senza che nessuno se ne accorga?
Se la risposta è sì, quella frase non sta lavorando per te. Trovare la frase che potrebbe stare solo sul tuo sito e da nessun'altra parte è il lavoro, ed è più lento di aggiornare il layout o cambiare il colore dei bottoni, ma è l'unico che produce un sito che funziona davvero come filtro per le persone giuste.
Domande frequenti
Come faccio a capire se il mio sito web è troppo generico?
Il test più semplice è prendere tre frasi dalla tua homepage e incollarle sul sito di un tuo collega. Se funzionano lo stesso, quelle frasi appartengono al settore, non a te. Un secondo segnale: se un potenziale cliente non riesce a distinguerti da altri cinque professionisti dopo trenta secondi di lettura, il sito è troppo generico.
Cosa rende un sito web di counselor o coach riconoscibile?
La voce. Il modo in cui descrivi il tuo modo di lavorare, il tipo di cliente con cui il tuo approccio funziona meglio, e le situazioni che conosci bene dopo anni di sessioni. Non le certificazioni né la lista dei servizi: il punto di vista specifico che appartiene solo a te.
Vale la pena investire in un sito web se non ho ancora clienti?
Un sito costruito prima di avere chiarezza su come comunichi rischia di codificare la vaghezza. Meglio pubblicare contenuti per qualche mese, osservare chi risponde e cosa risuona, e costruire il sito su quelle basi. I professionisti con i siti più efficaci di solito lo hanno costruito dopo, non prima.
Le frasi standard del settore olistico fanno davvero così male?
Non fanno male in assoluto, ma azzerano la differenziazione. 'Ti accompagno in un percorso di crescita personale' è vera per migliaia di professionisti. Non dice niente su di te nello specifico, sul perché qualcuno dovrebbe scegliere te invece di un collega con le stesse credenziali.
Quanto deve essere lungo il testo di un sito per un professionista olistico?
Non esiste una lunghezza giusta. Esiste un test: ogni frase guadagna il diritto di stare lì se dice qualcosa che un tuo collega non potrebbe dire con la stessa onestà. Le homepage che funzionano di solito sono più brevi di quello che pensi, ma ogni paragrafo è specifico e non intercambiabile.