Un canale solo: la trappola che molti professionisti scoprono tardi

Un canale solo: la trappola che molti professionisti scoprono tardi

Costruire tutta la propria presenza professionale su un solo canale è una trappola. Lo si scopre quasi sempre tardi, quando qualcosa cambia nel canale stesso e ci si accorge di non avere nulla al di fuori di esso. Il lavoro di anni può diventare irraggiungibile in pochi giorni per una decisione presa da qualcun altro.

Cosa succede quando il canale cambia

Nell'autunno del 2022 Instagram ha modificato il proprio algoritmo in modo significativo: i contenuti statici, cioè foto e caroselli testuali, hanno perso portata organica a favore dei Reels. Professionisti che avevano costruito una presenza solida negli anni precedenti si sono trovati con una riduzione del cinquanta o del settanta percento della portata in poche settimane.

Chi aveva solo Instagram ha dovuto ricominciare praticamente da zero su un formato, il video breve, che richiede competenze, attrezzatura e un tipo di presenza completamente diverso dalla scrittura. Chi aveva anche un blog con articoli indicizzati sui motori di ricerca, anche se meno seguiti degli account social, ha avuto un percorso molto più gestibile perché una parte della propria visibilità non dipendeva da Instagram.

Questo tipo di scenario si ripete regolarmente con modalità diverse. TikTok viene bloccato in alcuni paesi. Facebook riduce la portata organica delle pagine aziendali. LinkedIn cambia la distribuzione dei contenuti. Twitter diventa X e perde metà degli utenti. Ogni piattaforma ha il suo ciclo, e nessuna garantisce che le regole di oggi valgano tra due anni.

La differenza tra canali di proprietà e canali in affitto

Il sito web con il proprio dominio e il blog sono canali di proprietà. I contenuti sono tuoi, l'accesso è tuo, i dati sono tuoi, l'indicizzazione sui motori di ricerca è tua. Nessuna decisione aziendale esterna può toglierti quel lavoro dall'oggi al domani. Un articolo pubblicato nel 2018 può ancora portare visitatori nel 2026 se risponde a domande che le persone continuano a fare.

Un account Instagram, un profilo LinkedIn, una pagina Facebook sono canali in affitto. Usi l'infrastruttura della piattaforma senza pagare direttamente, ma le condizioni d'uso possono cambiare in qualsiasi momento. Il pubblico che hai costruito lì non è trasferibile liberamente: se un giorno decidi di spostarlo altrove, devi convincere ogni singola persona a seguirti nel nuovo posto.

La newsletter è un caso intermedio ma molto più vicino alla proprietà. La lista di indirizzi email appartiene al professionista e si può esportare da qualsiasi servizio di email marketing. Se Mailchimp chiude domani, porti la lista con te e la importi altrove. Cento iscritti alla newsletter sono cento persone raggiungibili indipendentemente da qualsiasi algoritmo o piattaforma.

Come costruire una presenza distribuita in modo sostenibile

La risposta è scegliere una struttura minima che riduca il rischio senza consumare tutto il tempo disponibile. Gestire bene cinque canali diversi richiede un team o una dedizione al marketing che la maggior parte dei professionisti olistici non ha e non vuole avere.

Una struttura funzionale per la maggior parte dei professionisti: un sito con blog come base stabile e uno o due social come canali di distribuzione, con una newsletter per il contatto diretto con chi ha già scelto di seguirti. I contenuti nascono sul blog, vengono sintetizzati per i social, vengono sviluppati in modo più personale nella newsletter.

Questa struttura non richiede di produrre contenuti diversi per ogni canale ogni volta. Richiede di pensare a un sistema in cui il contenuto principale nasce in un posto e viene adattato per gli altri, invece di creare qualcosa di originale per ciascun canale separatamente.

Il momento giusto per diversificare

La domanda che molti si fanno è se vale la pena diversificare subito o aspettare di avere una presenza più solida su un canale prima di aggiungerne altri. La risposta dipende da dove sei adesso.

Se non hai ancora nessun canale, inizia dal sito e da un solo social. Costruire una base prima di distribuirsi ha senso. Se hai già una presenza consolidata su un canale e non hai nulla al di fuori di esso, la diversificazione è urgente. Ogni mese che passa con tutta la presenza concentrata in un unico posto è un mese in cui il rischio cresce senza che tu lo gestisca.

Daniela, una terapeuta che aveva un account Instagram con duemila follower costruiti in due anni, ha perso l'accesso all'account per un problema tecnico non risolto per sei settimane. In quelle sei settimane ha scoperto che non aveva niente altro: nessun blog, nessuna newsletter, nessun modo di raggiungere il pubblico che aveva costruito. Ha ricominciato da zero. Oggi ha un sito con sessanta articoli e una newsletter con trecentocinquanta iscritti, oltre all'account Instagram ricreato. Quell'esperienza le ha cambiato completamente la strategia.

Domande frequenti

Perché è rischioso costruire la propria presenza solo su Instagram o su un singolo social?

Perché quella presenza non appartiene al professionista: appartiene alla piattaforma. Se l'algoritmo cambia, se l'account viene sospeso, se la piattaforma perde utenti o chiude, tutto il lavoro fatto scompare o diventa inaccessibile senza preavviso.

Quanti canali è giusto gestire contemporaneamente?

La risposta varia in base al tempo disponibile, ma per la maggior parte dei professionisti due canali gestiti bene valgono più di cinque gestiti male. Un canale di proprietà (sito con blog) più uno o due social è una combinazione sostenibile che riduce significativamente il rischio di dipendenza da un unico canale.

Il sito web è davvero indispensabile o basta un profilo social curato?

Il sito è il solo canale che appartiene completamente al professionista e che non può essere tolto da una decisione aziendale esterna. Sul sito si controllano completamente contenuti, design, accesso ai dati, indicizzazione sui motori di ricerca. Un profilo social curato è necessario, ma non sufficiente come unica presenza.

Come si sposta un pubblico costruito su un social verso un canale di proprietà?

Con un motivo concreto per farlo: un contenuto esclusivo disponibile solo sul sito o nella newsletter, una risorsa gratuita scaricabile, un corso o un programma che non esiste altrove. Il pubblico si sposta se riceve qualcosa che vale la transizione.

Cosa fare se si è già dipendenti da un solo canale e si vuole cambiare?

Iniziare gradualmente a costruire il canale alternativo senza abbandonare quello principale. Pubblicare sul blog gli articoli che poi si condensano in post social. Inserire nei post social un link al sito o alla newsletter. Il passaggio richiede mesi, non settimane.

Marco Munich

// Marco Munich

Personal branding e sviluppo web. Sette anni nel settore, oltre duecento articoli, decine di professionisti seguiti.

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